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Archivio Programmazione

Unix: reindirizzamento input/output

Generalmente i processi generati da comandi unix/linux mostrano il risultato sul monitor, ed è normale che la maggior parte di essi ricevono gli input da quanto viene scritto sulla tastiera. Stesso discorso vale per l’output degli errori che, come è logico pensare, vengono visualizzati sul monitor.

Abbiamo già visto l’uso del comando cat per visualizzare il contenuto di un file sul monitor.

Proviamo a digitare cat senza specificare un file da leggere.

% cat

Quindi digitiamo qualche parola seguita dal tasto <invio>, e per ultimo digitiamo [ctrl] e contemporaneamente [d] (in genere comando rappresentato ^D).

Cosa succede?

Al contrario di quanto abbiamo visto nella precedente sessione, se lanciamo il comando cat senza specificare un file da leggere, legge quello che viene digitato sulla tastiera, e quando riceve ‘end of file’ (^D), copia tutto sullo schermo.

Su UNIX/Linux, possiamo reindirizzare sia l’input che l’output.

Per reindirizzare l’output di un comando si usa il simbolo >.  Per creare un file chiamato lista1 che contiene un elenco di frutti, proviamo a digitare: 

% cat > lista1

Quindi inseriamo, digitando ovviamente :-) , il nome di alcuni frutti, digitando <invio> dopo ciascun nome.

pera
banana
mela

^D {come abbiamo già detto [Ctrl] + [d] per terminare}

In questo caso il comando cat legge l’input introdotto con la tastiera e > reindirizza l’output che normalmente verrebbe visualizzato sul monitor dentro il file lista1.

A questo punto per leggere il contenuto del file:

% cat lista1

Per esercitarsi un po’ proviamo a creare un altro file chiamato lista2 contenente: arance, mango, uva. Per verificare che tutto è corretto leggiamo poi il contenuto di lista2.

Aggiungere elementi ad un file

L’uso di >> aggiunge l’output di un comando in un file. Per aggiungere elementi al file lista1, digitiamo

% cat >> lista1

Quindi digitiamo il nome di alcuni frutti

pesca
uva
arance
^D (per terminare)

Per leggere il contenuto del file

% cat lista1

Ora abbiamo due file, entrambi con il nome di tre frutti al loro interno.

Utiliziamo il comando cat per unire i due file lista1 e lista1 in un nuovo file unione, digitiamo quindi

% cat lista1 lista2 > unione

Come già visto, per leggere il contenuto del nuovo file:

% cat unione

Reindirizzare l’input 

Il simbolo < serve a reindirizzare l’input di un comando. spieghiamo meglio.

Il comando ordina alfabeticamente o numericamente una lista di nomi/numeri. Digitiamo

% sort

A questo punto inseriamo, con la tastiera ovviamente, il nome di alcuni animali ognuno seguito dal tasto <invio>.

cane
gatto
uccello
ape
^D (per terminare)

Il risultato sarà

ape
cane
gatto
uccello

Utilizzando < possiamo indirizzare l’input dalla tastiera o da un file. Per esempio, per ordinare una lista di nomi di frutti, come da esempi precedenti, digitiamo

% sort < unione

La lista ordinata apparirà sul monitor.

Per mostrare la lista ordinata contenuta in un file

% sort < unione > lista

Per verificare utiliziamo cat per visualizzare il contenuto del file lista

Per vedere quali utenti sono collegati al sistema, digitiamo

% who

Possiamo ottenere una lista ordinata di nomi,

% who > nomi.txt
% sort < nomi.txt

COme possiamo notare, prima creiamo la nostra lista di nomi (nomi.txt) e poi la ordiniamo (una volta eseguito l’ordinamento, possiamo cancellare nomi.txt).

Abbiamo in questo modo connesso l’output di un comando, con l’input di un altro comando. Questo tipo di comandi secondo la terminologia tradizionale viene chiamato “pipes” e viene rappresentato con la la barra verticale |

Proviamo a digitare

% who | sort

questo darà lo stesso risultato dei due comandi precedenti, ma in modo più veloce e più pulito.

Per conoscere quanti utenti ci sono collegati, digitiamo

% who | wc -l

Per verificare se abbiamo capito il funzionamento del comando proviamo, utilizzando le pipes a visualizzare le linee contenute in lista1 e lista2 che contengono la lettera ‘p’, ordinando il risultato.

Ormai lo sapete se ci sono problemi, lasciate un commento qui di seguito…

A presto

Unix: comandi di base

 

Vediamo oggi i comandi principali per poter eseguire le operazioni di base su un sistema unix/linux.

cp (copia)

cp file1 file2 è il comando che serve per eseguire una copia di file1, preso dalla directory in cui ci si trova, con nome file2.

Vediamo ora un esempio di cosa fare per copiare un file memorizzato in una zona qualsiasi del sistema, nelle nostra directory home.

Prima di tutto spostiamoci nella nostra directory home:

% cd ~

Ora, supponendo che il file che interessa copiare nella nostra cartella principale si chiama scoperte.txt contenuto nella dir /raccolta/tutorial proviamo a digitare:

% cp /raccolta/tutorial/scoperte.txt .

N.B. non dimentichiamoci il . alla fine del comando. Come abbiamo già visto per unix, il punto indica la directory in cui ci troviamo.

Il risultato sarà quello di copiare nella nostra cartella home il file scoperte.txt lasciando inalterato il nome.

Per assicurarsi di avere capito il meccanismo, provate a copiare il vostro file, rinominandolo per esempio in scoperte.old (se non ci riiuscite vedremo insieme la soluzione nel prossimo post su unix/linux, o atrimenti potete sempre lasciare un messaggio qui…)

mv (move)

mv file1 file2 sposta (o rinomina) file1 in file2

Per spostare un file da una cartella ad un’altra, bisogna usare il comando mv. Al contrario di cp alla fine avremo un solo file invece di due.

Lo stesso comando, viene usato per rinominare un file all’interno della stessa cartella.

Supponiamo di avere una cartella chiamata archivio e di voler spostare il file scoperte.old che abbiamo precedentemente copiato nella nostra cartella home.

Prima di tutto dobbiamo spostarci nella cartella home (ti ricordi come si fa?). Quindi lanciamo il comando:

% mv scoperte.old archivio/.

Verifichiamo lo spostamento con ls e ls archivio, per assicurarci che il file si sia effettivamente spostato.

rm (rimuovi), rmdir (rimuovi directory)

Per cancellare un file si usa il comando rm. Immaginiamo di dover creare una copia del file scoperte.txt e poi di cancellarla.

Dalla nostra cartella home, lanciamo i comandi:

% cp scoperte.txt tempfile.txt
% ls
% rm tempfile.txt
% ls

Il comando rmdir serve invece a cancellare una cartella (che dovrà essere vuota altrimenti non riusciremo a cancellarla). Proviamo a cancellare la nostra cartella archivio. Al contrario di Windows, con unix/linux non riusciremo a rimuoverla fino a quando non sarà completamente vuota… :lol:

A questo punto provate a creare una directory chiamata temp utilizzando mkdir e poi a cancellarla usando rmdir (al solito se avete problemi lasciate qui un vostro commento e vedremo di risolvere insieme il problema.

clear (pulisci schermo)

Prima di continuare, è possibile che con tutto quello che abbiamo scritto, abbiamo la necessità di dover ripulire lo schermo.

Digitiamo quindi al prompt

% clear

Questo cancellerà completamente lo schermo, riposizionando il prompt in alto.

cat (concatenate)

Il comando cat serve a visualizzare il contenuto di un file sullo schermo. Proviamo a digitare:

% cat scoperte.txt

Nel caso in cui il contenuto del file fosse più grande della dimensione dello schermo, non è possibile scorrere verso il basso per leggere tutto quanto, in questo caso è utile utilizzare il prossimo comando.

less

Il comando utile quando occorre visualizzare file grandi, in quanto al termine della pagina, aspetta la pressione della barra di spazio prima di visualizzare la pagina successiva.

% less scoperte.txt

Come detto la barra dello spazio serve per passare alla pagina successiva, mentre per interrompere la lettura è sufficiente premere q

head

Il comando head mostra sul monitor le prime 10 linee di un file.

Proviamo a ripulire lo schermo (vi ricordate come si fa?) e digitare

% head scoperte.txt

Quindi proviamo con

% head -5 scoperte.txt

Qual è la differenza tra i due comandi?

tail

Questo comando al contrario del comando head mostra le ultime dieci linee di un file sul monitor.

Puliamo lo schermo e digitiamo

% tail scoperte.txt

Domandina:”In che modo è possibile visualizzare le ultime 15 linee?”

L’utilizzo di less nelle ricerche

Il comando less è utilissimo nel caso in cui dobbiamo ricercare la presenza di parole, numeri, caratteri o simboli all’interno di un file. Supponiamo di dover cercare nel nostro file scoperte.txt il termine medicina.

% less scoperte.txt

a questo punto una volta visualizzato il file proviamo a digitare /medicina e quindi invio

Come per magia, tutte le parole medicina contenute all’interno del file saranno evidenziate.

grep

grep è una delle molteplici uilità standard in un sistema unix/linux. Permette la ricerca di determiate parole (e non solo) all’interno di un  file (quasi come il comando less ma con una differenza).

Proviamo a digitare

% grep medicina scoperte.txt

grep mostra tutte le frasi contenenti la parola medicina.

Non è finita; proviamo con

% grep Medicina sccoperte.txt

Il risultato è sicuiramente diverso, in quanto grep è in grado di distinguere le lettere minuscole dalle maiuscole (case sensitive), quindi distingue medicinada Medicina.

E’ possibile disabilitare questa capacità e per farlo è sufficiente inserire l’opzione -i nel comando:

% grep -i medicina scoperte.txt

E’ possibile anche cercare frasi o parti di esse, semplicemente inserendo i termini da cercare all’interno di apostofo.

% grep -i ‘medicina comparativa’ scoperte.txt

grep ha altre opzioni:

-v mostra le linee che non corrispondono ai criteri di ricerca
-n numera le linee contenenti i criteri di ricerca
-c mostra solo il numero di linee che contengono i criteri di ricerca

Per fare pratica, proviamole tutte quante; è anche possibile utilizzarne più di una contemporaneamente. Se vogliamo trovare il numero delle linee cne non contengono le parole medicina o Medicina proviamo a digitare:

% grep -ivc medicina scoperte.txt

 wc (conta parole)

Per conoscere quante parole compongono il nostro file scoperte.txt digitiamo 

% wc -w scoperte.txt

Per sapere invece quante linee contiene% wc -l science.txt

% wc -l scoperte.txt

Anche questa è fatta…ci vediamo presto, e se hai bisogno di qualcosa, lascia pure un commento.

Unix parte seconda…

Rieccomi qua come promesso; terminate le feste, sopravvissuto alle abbuffate dei vari cenoni pronto a ricominciare il lavoro, esamineremo nel dettaglio i comandi principali (di base) per creare ed eliminare file e directory e a navigare tra esse.

Nei sistemi Unix/Linux per ogni utente viene creata una directory principale (home) che prende il nome dell’utente stesso, ed è proprio in quella directory che verranno memorizzati i file e create le subdirectory.

Dopo l’accesso per visualizzare il contenuto della nostra cartella principale sarà sufficiente digitare il comando ls (entrambe le lettere dovranno essere minuscole; i sistemi Unix based sono case-sensitive e distinguono il carattere maiuscolo da quello minuscolo) e per quanto esistano differenze tra sistema e sistema, in linea di massima dovremmo trovarci di fronte ad una lista di tre elementi:

- computer

- home

- cestino

Nel caso in cui non ci fossero elementi presenti ls ci restituirà il prompt senza elencare nulla. In Linux/Unix è possibile nascondere i file mettendo davanti al nome un “.”; per poter visualizzare gli eventuali file nascosti in una cartella sarà necessario utilizzare insieme al comando ls l’opzione -a (esistono in rete un sacco di manuali che illustrano i vari comandi possibili e le relative opzioni che ne cambiano il risultato).

Creare le directory e navigare in esse

Due comandi semplici ci permettono di creare directory nei sistemi Unix/Linux: mkdir (nome directory) per crearne di nuove, cd (percorso directory) per sportarci da una all’altra).

Se volessimo creare una sotto-cartella della nostra home chiamata prova non dovremo fare altro che digitare al prompt mkdir prova e premere invio.

Il comando mkdir /home/prova/nuova-subdir creerà una nuova subdirectory dentro la nostra cartella prova e partendo dalla home per spostarci al suo interno dovremo dare il comando cd /prova/subdir

In questo caso lanciando un ls /prova/nuova-subdir avremo come risultato una cartella vuota.

Guardando il contenuto di una cartella vuota è possibile trovare due simboli “.” e “..” che per quanto simili, hanno due significati completamente diversi. Il “.” indica la cartella in cui ci troviamo, per cui un cd . non produrrà nessun risultato. Diversamente “..” indica la cartella superiore a quella in cui ci troviamo, per cui digitando cd .. dalla cartella nuova-subdir, ci sposteremo nella cartella prova; ripetendo una seconda volta il comando troneremo nella cartella home. Nel caso dovessimo perderci all’interno del filesystem basta lanciare cd per tornare alla cartella home.

Il comando pwd ci permette di visualizzare il percorso completo per arrivare alla cartella in cui ci troviamo partendo dalla root (~), per cui nell’esempio di prima /home/prova/nuova-subdir trovandoci nella catella cartella principale lanciamo ls prova, il risultato è quello di visualizzare il contenuto della cartella, mentre un ls nuova-subdir ci restituirà un messaggio d’errore “No such file or directory”.

Per visualizzare il contenuto della cartella dovremo specificare l’intero percorso ls /prova/nuova-subdir; per meglio comprendere il meccanismo è meglio esercitarsi un po’ sul proprio sistema.

Se ti interessa quello che stiamo trattando, resta con noi perchè a breve illustreremo come copiare e spostare file e cartelle, visualizzare il contenuto dei file e molto altro…

A PRESTO!

Introduzione sui sistemi UNIX

La prima versione di sistema operativo UNIX fu presentata nel 1960; da allora è sempre in costante sviluppo. Per sistema operativo intendiamo una collezione di programmi che fanno funzionare un computer e UNIX possiamo definirlo un sistema stabile, multi-utente, multi-tasking ideale per server, desktop e portatili.

Anche i sistemi UNIX hanno un’interfaccia grafica utente (GUI) come Microsoft Windows che semplifica l’utilizzo della macchina. La conoscenza di UNIX però è indispensabile per eseguire molte operazioni, soprattutto di aggiornamento e modifica del sistema, che non hanno l’ausilio dell’interfaccia grafica oppure non ci sono maschere disponibili come ad esempio in una sessione telnet.

Tipi di UNIX

Esistono diverse versioni di UNIX, che comunque hanno tra loro delle somiglianze. Le più conosciute sono: Sun Solaris, GNU/Linux e MacOS X.

I sistemi operativi UNIX

Il sistema operativo Unix è composto da tre parti: il kernel, la shell e i programmi.

Il kernel

Il kernel di UNIX è il cuore del sistema operativo; gestisce memoria, risorse, comunicazioni, programmi.

Un esempio di come shell e kernel lavorano insieme: immaginiamo che un utente digiti rm myfile (che ha come effetto di cancellare il file myfile).

La shell cerca in memoria, tramite chiamata al kernel, dove risiede il programma rm, e la cancellazione viene eseguita. Appena il processo è terminato la shell torna disponibile all’utente con il prompt $, indicando che è in attesa di nuove istruzioni.

La shell

La shell si comporta da interfaccia tra l’utente e il kernel. Quando un utente accede al sistema, il programma di login verifica username e password inseriti, quindi si avvia un’altro programma chiamato shell. La shell è un interprete di comandi in linea (CLI), che interpreta i comandi inseriti dall’utente e li trasmette al kernel. Anche i comandi sono programmi; quando vengono terminati la shell restituisce un’altro prompt $.

L’utente può personalizzare la shell oppure utilizzare shell differenti sulla stessa macchina.

File e processi

In UNIX possiamo distinguere file e processi.

Un processo è un programma eseguibile identificato da un unico PID (identificativo  di processo).

Un file è un insieme di data. Esso è creato dall’utente tramite l’uso di editor di testo, complitatori, ecc.

Esempi di file:

  • un documento (report, lettera, ecc.)
  • il testo di un programma scritto in qualsiasi linguaggio di programmazione
  • istruzioni comprensibili direttamente dalla macchina e incomprensibile dall’utente medio, per esempio, un’insieme di cifre binarie (un’eseguibile o un file binario);
  • una directory, contenente informazioni a proposito del suo contenuto, che può essere un insieme di altre directory (sub-directory) e comunissimi file.

La struttura delle Directory

Tutti i fiel sono raggruppati nella struttura delle directory. Il file system è organizzato in una struttura gerarchica, paragonabile ad un albero. In cima c’è quella che viene chiamata root (indicata come /)

Nel diagramma, possiamo vedere che la directory home dell’utente “ee51vn” contiene due sub-directory (docs e pics) e un file chiamato report.doc.

Il percorso completo al file report.doc è /home/its/ug1/ee51vn/report.doc

Avviare una shell UNIX

Per aprire una shell UNIX, cliccare sull’icona terminale dal menu Applicazioni/Accessori.

Una shell UNIX si aprirà con un prompt $, in attesa dell’inserimento di un comando.

Per ora questo è tutto, restate con noi per non perdervi la prossima puntata dove vedremo nel dettaglio come visualizzare l’elenco di file e cartelle, creare directory, navigare nelle cartelle e molto altro ancora. A presto

12 consigli per aumentare le prestazioni di Windows Vista/7

Windows Vista è infarcito di tecnologie innovative che, nei limiti del possibile, garantiscono buone prestazioni. Intese come velocità di apertura dei menu, ma anche di esecuzione dei programmi. Tuttavia, a lungo andare, possiamo effettivamente riscontrare qualche rallentamento a causa dei molti software installati o di file frammentati. E se non facciamo nulla, la situazione non farà che peggiorare col passare del tempo. Per cui, meglio intervenire per rimettere in sesto il nostro sistema operativo, rendendolo ancor più veloce e scattante nel rispondere ai clic del mouse. Nella maggior parte dei casi si tratta di trucchi semplici da mettere in pratica, mentre con alcuni dovremo prestare più attenzione, ma resta il fatto che, con loro, Windows Vista mette le ali.

Limitiamo il software
Windows Vista, per semplificare la procedura d’installazione, tende a installare (tanti!) componenti “generalisti”. Molti di questi, ai più non servono, ma vengono comunque caricati sprecando memoria. E questo equivale a ridurre notevolmente le prestazioni del sistema operativo. Un trucco niente male per velocizzare Windows Vista consiste nel disattivare alcuni di questi componenti; per esempio quelli che hanno a che fare con le “riunioni virtuali” o i Tablet PC. Ovviamente, non disattiviamoli se siamo soliti utilizzarli!
Selezioniamo Start/Pannello di controllo, poi clicchiamo su Programmi e, nella sezione Programmi e funzionalità, su Attivazione o disattivazione delle funzionalità Windows. Nel box visualizzato, clicchiamo su Continua. Il pannello Funzionalità Windows mostra un elenco dei componenti, ciascuno con una casella di selezione. Quelli attivi riportano un segno di spunta: togliamolo (basta cliccarci sopra) da quelli che vogliamo disattivare. Per utilizzi “normali” di Windows Vista, possiamo disattivare Area riunioni virtuali Windows, Componenti facoltativi di Tablet PC e Fax e scanner di Windows. Terminata l’ operazione, clicchiamo su Ok e attendiamo la fine della configurazione: è automatica, ma può durare diversi minuti.(richiesto il riavvio).

Servizi indesiderati:
Alla pari dei “componenti”, e del discorso fatto sulla loro disabilitazione, possiamo risparmiare ulteriore memoria, e migliorare la velocità di Windows Vista, disattivando alcuni servizi. Si tratta di funzioni speciali di Windows che, per quanto piccole, consumano preziosa memoria. Soprattutto, se abbiamo un PC con 2 GB o meno di RAM.
Selezioniamo Start, digitiamo services. msc, premiamo Invio e clicchiamo su Continua. Una volta entrati nella finestra Servizi, individuiamo quelli in cui la voce Stato è impostata su Avviato. Per disattivare uno tra questi, clicchiamoci sopra col tasto destro del mouse e selezioniamo Arresta. I servizi sono più “personali” dei componenti, quindi è bene fare attenzione a quelli da disattivare. In linea di massima, di solito quelli non utilizzati sono: Servizio di input Tablet PC, Windows Media Center Scheduler Service e Servizio Windows Media Center Extender (se non utilizziamo Windows Media Center), Windows Driver Foundation e Individuazione SSDP. Al termine, chiudiamo la finestra.

Finestre più sobrie:
Le prestazioni del sistema spesso non dipendono “solo” dalla velocità d’esecuzione di Vista, ma anche da certi orpelli grafici che impiegano secondi per essere visualizzati. Tra questi, l’effetto di animazione quando ridimensioniamo le finestre. Disattivandolo, risparmieremo circa mezzo secondo. Poco? Se pensiamo a tutte le volte in cui interagiamo con una finestra.
Clicchiamo su Start, digitiamo systempropertiesperformance, in basso nella barra di ricerca presente sotto il menu dei programmi che utilizziamo più di frequente e premiamo Invio. Poi clicchiamo su Continua. Dal tab Effetti visivi, già selezionata, togliamo la spunta da Anima le finestre quando vengono ingrandite o ridotte ad icona. Infine,clicchiamo Applica e OK.

Disattivare l’effetto aero:
Aero è l’interfaccia grafica 3D di Windows Vista. Bellissima, certo, ma richiede molte risorse del nostro computer, in particolare quando si tratta di applicare l’effetto di trasparenza (quello che ci consente di vedere cosa si trova al di sotto di una finestra). Ecco come disattivarlo.
Clicchiamo col tasto destro del mouse su uno spazio vuoto del desktop di Windows, e selezioniamo Personalizza. Clicchiamo quindi su Colore e aspetto finestre e, nella schermata visualizzata, togliamo il segno di spunta dalla casella Attiva trasparenza. Fatto questo, clicchiamo su OK per confermare.

Dischi SATA, migliori prestazioni:
Se nel nostro computer c’è un disco fisso SATA (questa informazione è di sicuro segnalata sulla confezione del disco, del computer o nella documentazione), possiamo attivare una funzione che velocizza la gestione dei file. Il miglioramento è notevole, ma aumenta, seppur in maniera minima, il rischio di perdere dati.
Selezioniamo Start/Pannello di controllo, poi clicchiamo su Hardware e suoni e su Gestione dispositivi. Clicchiamo su Continua e, nella finestra visualizzata, facciamo doppio clic sulla voce Unità disco. Clicchiamo col tasto destro del mouse sull’unità da velocizzare, e selezioniamo Proprietà. Poi clicchiamo sulla scheda Criteri e, posto che è spuntata la casella Abilita cache in scrittura su disco, spuntiamo anche Abilita prestazioni avanzate. Clicchiamo infine su OK e chiudiamo la finestra.

Monitorare le prestazioni:
Ok, parliamo tanto di prestazioni, ma quali sono, effettivamente, quelle del nostro computer? Windows Vista ci offre uno strumento che ci consente di tenerle sotto controllo. E capire quali sono gli aspetti da migliorare.
Apriamo il “task manager” di Windows Vista. Uno dei metodi più veloci è premere la combinazione di tasti Ctrl+Shft+Esc. Nella finestra visualizzata, clicchiamo sulla scheda Prestazioni. Qui, vediamo le prestazioni della CPU (Utilizzo CPU) e l’occupazione della memoria (Memoria). Fatto questo, clicchiamo su Monitoraggio risorse, e poi su Continua. Nella nuova finestra, clicchiamo su ciascuna delle quattro sezioni principali (CPU, Disco, Rete e Memoria) per vedere quali programmi occupano maggiormente quella data risorsa. In linea di massima, il riscontro maggiore lo abbiamo cliccando su CPU: compare così un elenco delle applicazioni in esecuzione, in ordine decrescente di consumo della potenza del processore.

Disabilita l’account utente:
Con molti programmi Windows Vista ci richiederà la conferma prima dell’avvio del software. Per evitare ciò basta poco.
Se vogliamo disabilitare questa finestra andiamo in Pannello di controllo/Account Utente e clicchiamo su Attiva o disattiva Controllo account utente togliamo la spunta dall’unica voce nella finestra e clicchiamo su OK.

Velocizzare il menu start:

Il menu Start di Windows Vista integra un motore di ricerca (lo troviamo in basso a sinistra). Per velocizzarne l’esecuzione, attiviamo un trucchetto semplice ed efficace. (potermo andare anche nel registro, ma non lo vediamo).
Clicchiamo col tasto destro del mouse su pulsante Start e selezioniamo Proprietà. Nella finestra visualizzata, assicuriamoci che sia selezionata la scheda Menu Start e, da questa, clicchiamo su Personalizza. Scorriamo l’elenco che compare e togliamo il segno di spunta dalla casella Cerca nelle comunicazioni. Sempre dall’elenco, nella sezione Cerca nei file selezioniamo la casella Non cercare i file. Infine, clicchiamo su OK, su Applica e ancora su OK.

Modificare la priorità:
Quando un programma viene eseguito, Vista gli assegna un diverso grado di priorità, a seconda di svariati parametri, rallentando talvolta quella che per noi è invece un’applicazione importante! Se, dunque, vogliamo velocizzare un dato programma, seguiamo la seguente procedura.
Premiamo la combinazione di tasti Ctrl+Shft+Esc. Clicchiamo sulla scheda Applicazioni e, dall’elenco, clicchiamo col tasto destro del mouse su quella da velocizzare. Selezioniamo Vai al processo, quindi clicchiamo col tasto destro del mouse sul processo evidenziato. Selezioniamo Imposta priorità/Alta, e clicchiamo su Modifica priorità. Non selezioniamo, per nessun motivo, la priorità Tempo reale, perché porta sovente a blocchi del sistema!

Disattivare Welcome Center:
Una volta installato Windows Vista, il sistema operativo visualizza, all’inizio, la finestra del “Centro attività iniziali” o “Welcome center”. È utilissima per i meno esperti, ma dopo un po’ di utilizzi, le sue funzioni diventano ridondanti.
Nell’angolo in basso a sinistra della finestra del Centro Attività Iniziali, togliamo il segno di spunta dalla casella Esegui all’avvio. Chiudiamo la finestra. Per ripristinare la finestra, è sufficiente selezionare Start/Pannello di controllo, cliccare su Sistema e manutenzione e poi su Centro attività iniziali, avendo cura di spuntare di nuovo la casella.

Niente di automatico:
Windows Vista esegue anche automaticamente la deframmentazione, quando rileva che ce n’è bisogno. Quest’attività di controllo, però, consuma risorse del sistema, quindi in molti casi è bene disattivarla e preferire l’esecuzione della deframmentazione solo quando siamo noi a volerlo.
Selezioniamo Start/Computer. Clicchiamo col pulsante destro del mouse sul disco dove è stato installato VISTA, spostiamoci nel Tab strumenti, selezioniamo Esegui Defrag da qui, togliamo il segno di spunta dalla casella esegui in base a una pianificazione (scelta consigliata). Infine, clicchiamo su OK.

Applicazioni inutili:
Per quanto sia capiente l’hard disk, più lo riempiamo di programmi più lento diventa. E ne risentono le prestazioni dell’intero computer! Quindi, non resta che disinstallare le applicazioni che non ci servono. (Consiglio di installare Revo Unistaller, in modo da eliminare chiavi di registro e cartelle)
Selezioniamo Start/Pannello di controllo. Nella finestra visualizzata, clicchiamo su Programmi, e quindi, sotto a Programmi e funzionalità, su Disinstalla un programma. Viene così visualizzato l’elenco delle applicazioni installate nel disco fisso. Per disinstallarne una, clicchiamoci sopra, poi clicchiamo su Disinstalla. Clicchiamo su Continua e seguiamo la procedura di disinstallazione. Varia da programma a programma, ma in genere è molto semplice e richiede di cliccare ripetutamente su Avanti.

Selettori adiacenti con i CSS

E’ il momento di sperimentare nuove proprietà dei fogli di stile.

I selettori adiacenti sono una funzionalità dei CSS spesso ignorata, ma dalle grandi potenzialità. Con una semplice dichiarazione infatti è possibile identificare l’elemento immediatamente vicino (quindi adiacente) ad un altro. Ad esempio con

div + p {
color: #a00;
}

è possibile assegnare delle proprietà al primo paragrafo contenuto in un div, paragrafo che in questo caso diventerà rosso.

Niente classi o id, è possibile gestire tutto tramite CSS senza bisogno di appesantire il codice HTML. L’altra buona notizia è che questo tipo di selettore funziona su tutti i principali browser, escluso ovviamente Internet Explorer 6. Firefox, Explorer 7, Safari, Opera e Chrome la supportano senza problemi.

E’ tempo quindi di sperimentare ed iniziare ad utilizzarli, anche come progressive enhancement, per offrire ai visitatori con un browser recente una migliore esperienza di navigazione.

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Linux come Windows, la deframmentazione del filesystem

Molti sono convinti che i vari filesystem presenti nel kernel linux col passare del tempo non subiscano quel classico effetto un po’ odiato su Windows della frammentazione dei files… non è cosi.
In effetti qualunque filesystem ha, in maggiore o minore percentuale, una tendenza alla frammentazione. Nessuno escluso.
E sebbene sia vero che i vari EXT, Reiser, Xfs & Co. ne soffrano molto meno nessuno ne è completamente immune.

Neanche il nuovo EXT4, appena sbarcato stabilmente nel kernel 2.6.28, ne è immune ed è per questo che gli sviluppatori hanno deciso di creare un tool che ne permetta la deframmentazione, un po’ alla Windows!

Questo tool non è presente nel kernel 2.6.28 ma verrà sicuramente incluso nei prossimi.

Avete mai sentito la necessità di qualcosa del genere oppure pensate che sia assolutamente inutile?